Streek: Catania

Salviamo la Scogliera D'Armisi a Catania

Die petisie is gerig aan
Sindaco di Catania, Consiglio comunale di Catania, Sovrintendenza di Catania

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4 000 vir versamelingsteiken

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  1. Begin Februarie 2025
  2. Versameling steeds > 2 maande
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Die petisie is gerig aan: Sindaco di Catania, Consiglio comunale di Catania, Sovrintendenza di Catania

La scogliera d’Armisi è uno degli specchi di mare di maggiore interesse naturale e paesaggistico della costa catanese. In questo meraviglioso specchio di mare, ancora intatto, baciato dalla presenza di lave millenarie e di grotte di scorrimento di acqua dolce di rarissima bellezza, generazioni di catanesi ed oggi moltissimi turisti godono della possibilità di un mare vicino, praticabile e servito dai mezzi di trasporto, di un mare “in città”. Infatti la Scogliera d’Armisi è l’unica spiaggia disponibile da più di un secolo per quelle migliaia di catanesi che vivono e lavorano nel centro storico e non possono spostarsi a sud o a nord per i bagni estivi: famiglie, giovani lavoratrici e giovani lavoratori, ma anche persone con limitata mobilità o con forme di disabilità, per le quali non è possibile raggiungere spiagge più lontane e costose.
La Scogliera d’Armisi è un bene comune e appartiene ai catanesi.
Su questo gioiello ambientale si sta giocando una vicenda brutta e opaca, tra altre della storia urbanistica di Catania. Infatti il Piano regolatore del Porto, pur non essendovi ad oggi la competenza sull’area e sul suo specchio di mare da parte dell’Autorità di Sistema Portuale del mare di Sicilia Orientale, ha previsto la realizzazione di un porto turistico destinato a una decina di mega-yacht di milionari, con un molo di circa 700 metri e un sistema di banchine di circa 90.000 metri quadrati: un vero e proprio mostro di cemento che distruggerebbe un intero ecosistema marino e si configurerebbe come una ulteriore “isola di calore” a tutto svantaggio del clima e del sistema ambientale della città. Per non dire che la Scogliera ha già un porto turistico – il Porto Rossi – che occupa e ostruisce uno spazio di grande bellezza a pochissima distanza, reso inopinatamente inaccessibile alla cittadinanza.
Nel contempo una società privata, che ha proposto dal 2003 un progetto simile, vanterebbe diritti sulla Scogliera d’Armisi e sarebbe sul punto di ottenere delle concessioni su questa parte del demanio pubblico marittimo.

Ci appelliamo al Sindaco, avv. Enrico Trantino, al Consiglio Comunale ed alle autorità che possono oggi interrompere questa triste speculazione e restituire ancor più bella la scogliera cittadina.

Noi siamo mobilitate e mobilitati. Firmiamo questo appello con la fiducia che chi ha gli strumenti legali e legittimi per mettere fine a questo scippo si adoperi subito. Vigileremo e se necessario verremo a portare l’acqua della scogliera fino al consiglio comunale ed alla Prefettura. Perché chi dorme si svegli e agisca, per Catania, le catanesi e i catanesi.
 
 
FIRME dei proponenti
 
Attilio Scuderi
Aloisio Gaia
Aloisio Mimmo Maria
Barbettani Stefania
Barcelli Giuseppe
Cannatella Francesca
Cantone Aurelio
Carrubba Massimo
Carrubba Tommaso
Castorina Paolo
Castrogiovanni Annamaria
Castrogiovanni Natalina
Castrogiovanni Salvatore
Coco Alessio
Cuscunà Giovanna
Delma Iacona Milena
Faro Franco
Fede Tony
Fassari Margherita
Giordano Giovanna
Grasso Luciano
La rosa Grazia,
Massimino Eletta
Milazzo Giusi
Palumbo Gioacchino
Pietrini Emmanuele
Pietrini Luana
Reina Monica
Santonocito Carmelo
Santonocito Corrada
Santonocito Marianna
Scaletta Anna
Testa Francesco
Tomasello Giuliana
Tomasello Santa
Tomasello Sante
Xibilia Gabriella
Salvo Girianni
Adriana Laudani
Agata Buscemi
Agata Nolfo
Antonella Inserra
Ambra Sottile
Antonio Amato
Giovanna Cannata
Fabio Garozzo
Katia Riolo
Franco Avola
Maria Virgillito
Maria Rosa Cosenza
Saro Spina
Simona Laudani
Gabriella Nolfo
Ignazio Avola
Mario Venuti
Maria Turco
Roberta Carchiolo
Anna Faro
Giovanna Brogna Sonnino
Clelia Cavallaro
Serena McKeon
Michela Ursino
Carmela Grasso
Giovanni Romeo
Vincenzo La Mendola
Alfonso Ruiz Felipe
Simona Barberi
Carmela Di Blasi
Concetto Scuto
Aurelio Sapuppo
Salvo Grillo
Simonetta Timpanaro
Valeria Barone
Maria Ferrara
Vittorio Cardaci
Achille Giancarlo Parisi
Rita Mazzarino
Oscar Guarnaccia
Elvira Vitale
Simona Parisi
Giuseppe Maria Leotta
Rita Trovato
Ugo Carta
Maria Ferrara
Vittorio Cardaci
Achille Giancarlo Parisi
Rita Mazzarino
Oscar Guarnaccia
Elvira Vitale
Simona Parisi
Giuseppe Maria Leotta
Rita Trovato
Ugo Carta
Salvatore Cuscunà
Emilio Migneco
 Luciano Grasso
Donatella Salmeri
Antonino Scuderi
Cinzia Ruggieri
Angelo Scibilia

Rede

La Scogliera d’Armisi è un bene comune e appartiene ai catanesi.
Su questo gioiello ambientale si sta giocando una vicenda brutta e opaca. Il tempo stringe. Nelle prossime settimane si capirà se il percorso di privatizzazione e cementificazione può essere interrotto. C'è bisogno dell'aiuto di tutte le persone di buona volontà.

Dankie vir julle ondersteuning, Attilio Scuderi, Catania
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Inligting oor die petisie

Petisie begin: 2025-02-27
Versameling eindig: 2026-05-05
Streek: Catania
kategorie: Omgewing

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  • Care firmatarie e cari firmatari,

    trovate di seguito un comunicato importante, da leggere e diffondere.
    Continuiamo a raccogliere le firme, le 4000 adesioni sono a portata di mano!!!
    Per qualche giorno la raccolta è stata interrotta per problemi tecnici; il problema è stato risolto e continueremo a prendere firme almeno fino a maggio 2026.

    Cari saluti
    Comitato per la difesa e la salvaguardia della Scogliera d'Armisi di Catania

    Catania ed il ciclone Harry: il futuro PUG riuscirà ad essere adeguato ai tempi?

    Il ciclone del 20-21 gennaio ci ha messo di fronte ad una fragilità del territorio che sembrava non appartenerci. "Va detto con chiarezza: non esiste più un “meteo normale” in un clima che si sta riscaldando. Un’aria più calda e un Mediterraneo più caldo aumentano l’energia disponibile per i fenomeni estremi: per questo aumenta il rischio di piogge molto forti concentrate in poche ore e di mareggiate più dannose. Inoltre, con l’innalzamento del livello del mare, anche mareggiate simili a quelle del passato possono spingersi più all’interno e provocare allagamenti più estesi e danni maggiori lungo la costa. Nei prossimi decenni, anche adottando subito le misure più ambiziose a livello globale, questi eventi climatici estremi saranno inevitabilmente sempre più frequenti e, quando si verificano, potenzialmente più violenti e più dannosi: per questo prepararsi è indispensabile.

    È necessario ridurre rapidamente le emissioni su scala globale e nazionale per limitare l’aggravarsi della crisi; ma, sul piano locale, la priorità è rendere Catania più resiliente con un adattamento immediato e misurabile.

    Alcune delle scriventi Associazioni avevano già posto il problema all’Amministrazione comunale di Catania a queste problematiche, anche facendo riferimento alle prescrizioni della legge sul Ripristino della Natura emanata dall’Unione Europea: è stato proposto un Piano di Infrastrutturazione Verde della città che prevede la realizzazione di parchi, di altre aree verdi per abbassare la temperatura estiva migliorare la qualità dell’aria, stop a nuovo consumo di suolo e a nuova impermeabilizzazione, la deimpermeabilizzazione delle superfici asfaltate/cementificate per ridurre le portate di piena delle piogge intense.

    La Lipu e il WWF hanno proposto la realizzazione di bacini di laminazione per ridurre le portate di piena e gli allagamenti nella zona Sud di Catania, al Villaggio S. M Goretti, alla foce dell’Acquicella, alla Zona industriale perennemente allagata in occasione di piogge anche di intensità non elevata. È stata proposta la eliminazione degli edifici in aree ad elevato pericolo di esondazione dei corsi d’acqua, di tsunami e di liquefazione delle sabbie in caso di terremoti, così come è stata proposta nell’ambito del redigendo PUDM la rinaturalizzazione della fascia costiera sabbiosa per bloccare la perdita di sabbia.

    Con la presente aggiungiamo la tutela del valore naturalistico della scogliera lavica e la messa in sicurezza delle infrastrutture essenziali, dall’Armisi ad Ognina con interventi basati sulla natura che possano tutelare il lungomare e mettere in risalto una delle caratteristiche più peculiari della città di Catania.

    Chiediamo che durante la redazione del PUG venga istituito un tavolo tecnico permanente che consenta un interscambio continuo di proposte fra Amministrazione e Associazioni/ Comitati di cittadini e che l’adattamento deve entrare nel PUG e nelle scelte urbanistiche e di gestione ordinaria della città, con tempi, responsabilità e monitoraggio pubblico, e non essere rimandato e riattivato solo dopo l’ennesima emergenza.

    Questo è chiedere la luna?



    Comitato di proposta per il Parco Territoriale Monte Po – Vallone Acquicella

    Comitato Parco Orti della Susanna

    Comitato per la difesa e la salvaguardia della Scogliera d’Armisi di Catania

    Fridays For Future Catania

    Lipu Catania

    Osservatorio per le politiche Urbane e Territoriali

    Volerelaluna

    WWF Sicilia Nord-Orientale
  • Care firmatarie e cari firmatari della petizione, Vi inviamo il seguente comunicato stampa, che riteniamo si commenti da solo...
    Con la preghiera di diffonderlo e di continuare a fare firmare la nostra petizione


    COMUNICATO STAMPA – 25 gennaio 2026

    Viviamo un tempo in cui sembra possibile dire e disdire, fare e disfare tutto (o quasi tutto).

    Il recente uragano mediterraneo che ha colpito le coste della Sicilia orientale ha messo a nudo le fragilità del nostro territorio; quelle inevitabili, data la natura di fenomeni che sono frutto di mutamenti climatici non reversibili; ma anche le fragilità evitabili, dovute a un abuso del suolo senza criterio, all’insegna della speculazione e del guadagno facile: una filosofia che fatica a morire.

    In relazione all’evento che ha colpito il porto di Catania, il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale della Sicilia Orientale, in un’intervista a La Sicilia del 23 gennaio, ha dichiarato: “La darsena vicino la Scogliera d’Armisi avrebbe evitato la distruzione dei binari”. Altre esternazioni, su questa lunghezza d’onda (viene purtroppo da dire) sono seguite su social e altri mezzi a stampa.

    Ci pare di essere in presenza di una excusatio non petita, ovvero di quel modo di reagire attaccando quando si sa di avere argomenti indifendibili. E si potrebbe anche non rispondere, lasciando parlare i fatti, già abbastanza dolorosi.

    Ma giusto per evitare la confusione che potrebbe derivare da queste affermazioni, ci è d’obbligo ricordare quanto segue:
    1) Secondo Di Sarcina il grande piazzale della darsena turistica che cementificherebbe, in modo inutile e dannoso, la Scogliera d’Armisi avrebbe difeso i binari dismessi che sono stati danneggiati dalla furia del mare. Ma il Presidente dell’AdSP omette di dire che per ottenere questo risultato “salvifico”, al posto del sottile nuovo molo previsto più ad est (che così come previsto dal Piano Regolatore del Porto sarebbe stato completamente sconquassato dalle onde) sarebbe necessario un molo ben più lungo, più largo e alto almeno quanto la diga foranea, comprese le protezioni del nuovo molo (quelle che non emergono, ma che distruggono comunque scogliera e fondale). Ovviamente questi ampliamenti andrebbero realizzati verso est almeno fino alla prima grotta (non certo verso ovest perché ridurrebbero lo specchio d'acqua del nuovo bacino). Altro che difesa della Scogliera d’Armisi…
    2) Gli alti volumi previsti nell’area della Scogliera, che si alzano fino a possibili 24 metri (l’equivalente di otto piani), sarebbero stati del tutto squassati da un evento come quello che si è verificato; pare evidente, a tutti (anzi, quasi tutti).
    3) Richiamare l’eccezionalità dell’evento o le cosiddette “serie storiche” è fuori luogo. Come ha detto lo stesso Musumeci, ministro della protezione civile e delle politiche del mare, “oggi negare i mutamenti climatici è un crimine”. Non arriviamo a tanto, ma suggeriamo di documentarsi meglio e tener conto che ormai gli eventi disastrosi di questo tipo non vanno previsti sui dati storici perché le condizioni climatiche, di antropizzazione e uso del suolo sono diverse; ragion per cui i dati statistici basati sul passato sono inutili. Oggi diventa urgente attrezzarsi, sia nel fare che nel programmare, tenendo conto che eventi del genere diventano sempre più frequenti.

    In conclusione: se ci fosse stata la darsena turistica prevista dal Piano Regolatore di Di Sarcina, tanto agognata da qualcuno ma non dai catanesi, avremmo oggi pizzerie, alberghi e strutture ricettive distrutte, mentre i futuristici megayacht sarebbero “pustiati” in piazza della stazione (magari con gli agenti di SoStare che gli prendono le multe, chissà, a quel punto…).

    La difesa intelligente della natura è il vero investimento di cui abbiamo bisogno.
    Aiuta le attività produttive, i turisti e la cittadinanza a vivere in una città sicura e piena di futuro.
    Il resto, sono storie già viste (e che stiamo già pagando tutte e tutti).

    FIRME:
    Comitato per la difesa e la salvaguardia della Scogliera d’Armisi di Catania - Volerelaluna Catania – LIPU Catania - Comitato per il parco di Monte Po’ – Vallone Acquicella - WWF Sicilia Nord Orientale
    Sottoscrive il documento Graziano Bonaccorsi, Consigliere comunale, M5stelle,
  • Care firmatarie e cari firmatari,
    come avevamo preannunciato durante l'assemblea di mercoledì 17 dicembre, è stato presentato ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale, da parte dell'Osservatorio per le politiche urbane e territoriali e del WWF Sicilia Nord-orientale, per l'annullamento parziale del Piano regolatore del Porto di Catania approvato dal Comitato di gestione dell'Autorità portuale in data 29 ottobre 2025. Questo è solo uno dei diversi ricorsi contro il progetto del Porto che sono stati presentati, ed è quello al quale abbiamo contribuito come Comitato per la difesa e la salvaguardia della scogliera d'Armisi di Catania, di concerto con il Comitato per il parco Monte Pò - Vallone Acquicella.
    Vi aggiorneremo sul percorso di questo ricorso nei prossimi mesi.
    Vi segnaliamo intanto un articolo che chiarisce bene "i numeri" di questo progetto e le quantità di cemento che sono previste.
    Vi invitiamo a leggerlo e diffonderlo (segue il link):
    https://www.argocatania.it/2026/01/07/porto-di-catania-un-mare-di-cemento-ingiustificato-e-senza-regole/

    Altri aggiornamenti sulle attività del Comitato seguiranno nelle prossime settimane. Continuiamo a
    fare firmare la petizione ed a sostenere la causa di un mare libero e di un grande parco urbano lineare e costiero, che Catania merita (e non il cemento a mare).

    Comitato per la difesa e la salvaguardia della Scogliera d'Armisi di Catania

Waarom mense teken

Non. Bisogna togliere spazi alla collettività per darne a pochi privilegiati

Il mare è di tutti

La scogliera è un bene comune da tutelare

Firmo perché la Scogliera d’Armisi non è “uno spazio vuoto da riempire”, ma un bene comune: uno degli ultimi tratti di costa urbana ancora fruibili, con valore naturale, paesaggistico e storico per generazioni di catanesi.

Questa petizione è uno strumento concreto per interrompere un modus operandi che a Catania ha già lasciato ferite urbanistiche e culturali (si pensi allo sventramento di San Berillo, ma anche alle ville liberty, ecc.). Oggi rischiamo di ripetere lo stesso schema: sacrificare un luogo naturale e identitario per un’opera che favorirebbe pochi, mentre la Scogliera d’Armisi è “mare in città”, bene comune e accessibile.

In passato, troppo spesso, certe decisioni diventavano di dominio pubblico a danno già fatto. Oggi la rete permette una diffusione capillare anche di intenti nobili e di mobilitazioni civiche: informare, condividere e unirsi è più semplice, più rapido, più efficace.

Per questo firmo (da molto lontano), condivido e invito chiunque a fare lo stesso.

Sono Catanese ache se vivo in altra città, la nostra costa è stata già abbastanta devastata, quel che rimane salviamolo

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