Educazione Sessuale Sì - Ma Non Così !

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Direzione del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport - DECS

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Petition addressed to: Direzione del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport - DECS


Alla Direzione del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport - DECS
Alla Commissione per l’educazione affettiva e sessuale nelle scuole
Al Consiglio di Stato del Cantone Ticino

I sottoscritti cittadini, genitori, docenti, educatori e persone interessate alla scuola pubblica ticinese esprimono profonda preoccupazione per il nuovo percorso Moodle DECS dedicato all’educazione affettiva e sessuale nella scuola dell’obbligo, presentato con comunicazione del 12 giugno 2026 e destinato al personale docente, agli operatori scolastici e alle direzioni delle scuole dell’infanzia, elementari e medie.

In particolare si chiede al DECS:

  1. la sospensione immediata dei moduli del percorso Moodle DECS che trattano identità di genere, transizione di genere, fluidità di genere, orientamento sessuale, pornografia, contraccezione d’emergenza, IVG e altri contenuti non strettamente legati alla prevenzione degli abusi;
  2. una presa di posizione ufficiale del DECS entro tempi brevi, prima che il percorso formativo venga ulteriormente integrato nella cultura d’istituto e nella prassi quotidiana e trasversale delle scuole ticinesi.
  3. la tutela della libertà professionale e di coscienza dei docenti, affinché nessun insegnante sia obbligato ad aderire a una visione antropologica o pedagogica controversa come condizione implicita della propria funzione educativa;
  4. la pubblicazione integrale di tutti i materiali del percorso Moodle, inclusi testi, video, slide, bibliografie, fonti scientifiche, nomi degli autori, enti coinvolti, criteri di validazione ed eventuali conflitti di interesse;
  5. la separazione netta tra prevenzione degli abusi e contenuti di educazione sessuale olistica, affinché un obiettivo condiviso come la tutela dei minori non venga usato come cornice per introdurre visioni antropologiche, etiche e sessuali controverse;
  6. una comunicazione chiara e preventiva alle famiglie, prima dell’introduzione di qualsiasi contenuto o attività inerente temi legati all’educazione sessuale;
  7. la garanzia che nessuna prassi scolastica relativa a nome scelto, pronome preferito, genere d’uso, bagni, spogliatoi, dormitori, camere o documenti interni venga adottata senza il coinvolgimento preventivo dei genitori, salvo situazioni eccezionali di grave rischio documentato, gestite con adeguata supervisione specialistica;
  8. l’introduzione del consenso informato dei genitori per ogni attività, contenuto, progetto, intervento esterno o materiale scolastico relativi all’ educazione sessuale;
  9. il riconoscimento di un vero diritto di esenzione per le famiglie, qualora i contenuti proposti non si limitassero a conoscenze biologiche essenziali o prevenzione oggettiva degli abusi ma trasmettessero anche visioni educative e antropologiche controverse;
  10. l’istituzione di una commissione di verifica pluralista, indipendente e interdisciplinare, composta da pediatri, neuropsichiatri infantili, psicologi dello sviluppo, pedagogisti, giuristi, bioeticisti, docenti, rappresentanti dei genitori ed esperti con orientamenti scientifici differenti;
  11. la revisione dei materiali alla luce delle evidenze scientifiche più recenti, incluse le revisioni internazionali che richiamano alla prudenza in materia di identità di genere e transizione sociale, ormonale e chirurgica nei minori.

Reason

Gli argomenti:

La scuola deve educare al rispetto, alla responsabilità e alla tutela dei minori. Ma proprio per questo deve evitare ogni forma di imposizione ideologica, garantire prudenza, trasparenza nonché il massimo rispetto dello sviluppo naturale del bambino e il pieno rispetto del primato educativo dei genitori, un principio fondamentale sancito negli articoli 301, 302 e 303 del Codice civile svizzero, secondo cui i genitori dirigono l’educazione del figlio nel suo interesse e sono responsabili delle scelte educative fondamentali. Vedasi anche ll’art. 26 cpv. 3 della DUDU, che tutela il diritto di priorità dei genitori in fatto di scelta del genere di istruzione da impartire ai loro figli; idem nell’art. 13 del Patto internazionale relativo ai diritti economici, sociali e culturali, concluso a New York il 16 dicembre 1966 e approvato dal legislativo federale svizzero il 13 dicembre 1991.

I firmatari ritengono che l’attuazione del percorso Moodle DECS sull’educazione affettiva e sessuale debba essere preceduto da un serio confronto pubblico e dall’introduzione del consenso informato dei genitori per qualsiasi programma di educazione sessuale futura.

La prevenzione degli abusi, la tutela dei minori, il contrasto del bullismo e la promozione di relazioni rispettose sono obiettivi fondamentali, che meritano il pieno sostegno delle famiglie e della società civile.

La petizione non contesta tali obiettivi. Al contrario, chiede che essi vengano preservati nella loro serietà e non siano confusi con contenuti più ampi, controversi e sensibili, che toccano la visione della persona, del corpo, della sessualità, dell’identità, della famiglia e del ruolo educativo dei genitori.

Dalla documentazione disponibile emerge invece che il percorso Moodle DECS non si limita alla prevenzione degli abusi o a contenuti biologico-sanitari. Nei materiali formativi compaiono riferimenti espliciti a educazione sessuale olistica, identità di genere, orientamento sessuale, ruoli ed espressioni di genere, persone transgender e non binarie, fluidità di genere, transizione di genere, uso del nome scelto e del pronome preferito, gestione di bagni, camere e spazi comuni, pornografia, contraccezione d’emergenza e interruzione volontaria di gravidanza.

Si tratta di temi estremamente delicati, che non possono essere introdotti nella scuola dell’obbligo attraverso una formazione obbligatoria del corpo docente senza un preventivo dibattito pubblico adeguato, senza piena trasparenza dei materiali e senza il consenso esplicito delle famiglie.

Particolarmente preoccupante è il fatto che alcuni materiali prevedano già risposte standard alle possibili obiezioni delle famiglie. In essi si afferma, in sostanza, che la scuola non entrerebbe nei valori privati, ma garantirebbe diritti, rispetto e informazioni scientifiche; si sostiene che le famiglie potrebbero poi integrare tali contenuti secondo la propria visione. Questa impostazione è ambigua e problematica, perché attribuisce alla scuola il potere di definire un importante contenuto educativo  su materie antropologiche e morali altamente sensibili, lasciando alla famiglia un ruolo meramente integrativo.

La scuola pubblica ha certamente un compito educativo. Tuttavia, non può sostituirsi alla famiglia su temi che appartengono alla sfera più intima della crescita personale, dell’identità, della sessualità e della visione dell’essere umano. Il rispetto e la protezione dovuti a ogni allievo non possono diventare il pretesto per introdurre una visione unica e non sufficientemente discussa della sessualità.

Anche sul piano scientifico, il tema richiede grande prudenza. Le più recenti revisioni internazionali, così come diversi documenti specialistici europei e svizzeri, mostrano che il dibattito su disforia di genere, transizione sociale, ormonale – chirurgico e approccio affermativo, età evolutiva e qualità delle evidenze disponibili è tutt’altro che concluso. In diversi Paesi si è assistito negli ultimi anni a un ripensamento delle pratiche rivolte ai minori, con un richiamo crescente alla prudenza, alla valutazione individuale, alla qualità delle prove scientifiche e alla necessità di non medicalizzare o normalizzare percorsi identitari problematici e complessi in età evolutiva.
Alla luce di ciò, appare inaccettabile che materiali destinati ai docenti della scuola dell’obbligo presentino questi temi in modo unilaterale o come parte ordinaria dell’educazione scolastica, senza considerare il dibattito scientifico, pedagogico, psicologico, etico e antropologico in corso.

Per tutte queste ragioni si richiede la sospensione temporanea del percorso formativo Moodle DECS sull’educazione affettiva e sessuale. 

Info su AIAP-TICINO: www.aiap-ticino.ch

Thank you so much for your support, Aiap - Ticino, Curio

Petition details

Petition started: 06/22/2026
Collection ends: 12/21/2026
Region: Canton of Ticino
Topic: Education

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Why people sign

Perché voglio che i nostri figli abbiano una sana e normale educazione non distorta da srtane ideologie moderne. E che i docenti e quelli che si occupano dei bambini siano liberi e non devono essere obbligati ad insegnare cose che non condividono e vanno contro la loro coscienza. In più penso che la politica non dovrebbe accettare certe ideologie solo per ricevere voti a discapito dei bambini.

La sessualità è un tema importante e delicato che va affrontato con cura e rispetto, da persone vicine ai bambini, sensibili, rispettose, competenti e con sani valori.

Dato che si tratta di temi estremamente delicati è giusto richiedere di istituire una commissione di verifica pluralista, indipendente e interdisciplinare e, ovviamente, aprire un preventivo dibattito che coinvolga tutte le famiglie e gli operatori interessati che sia veramente aperto e libero.

Perché l’educazione affettiva spetta alla famiglia e ai genitori. E perché l’indottrinamento influisce sugli esseri deboli come i bambini e non può essere delegato a estranei

Ho nipotine in Ticino e desidero che la scuola faccia il suo compito correttamente come in passato.

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